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Ciao Tomizawa


zorro76

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La piu' tragica delle fatalita'......e' scivolato nel posto sbagliato al momento sbagliato...a differenza di Kato dove ci furono palesi responsabilita' della sicurezza di pista,in questo caso la sfiga e' stata l unica responsabile....il piu' classico dei incidenti...la causa principale di feriti e spesso morte nelle piste libere ai piloti privati..!! R.I. :oops: P

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Bruttissimo incidente, tremendo. Tuttavia qui veramente il fato o sfiga come volete, ci ha messo tutto di suo. Classico es. che quando è la tua

ora non ce ne per nessuno. E' un miracolo che gli altri due non si sono fatti quasi niente. Han fatto tutti e due un volo tremendo. Potevano esserci 3 morti in un colpo solo....

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:cry:

 

Il 6 aprile 2003 durante la gara inaugurale della MotoGP sul circuito di Suzuka, Daijiro Kato dopo 3 giri perse il controllo della sua moto e picchiò violentemente sbattendo la testa, il collo e la cassa toracica sul muro poche decine di metri prima della chicane ad una velocità di circa 140 km/h. La colpa del decesso cadde quasi completamente sul circuito, ritenuto troppo pericoloso per le moto, e sui suoi addetti alla sicurezza, giudicati troppo affrettati nel rimuovere il pilota - che si trovava sulla pista con un sospetto infortunio al collo - compromettendo la situazione. Inoltre, poiché il pilota era esanime a bordo pista, sarebbe stato logico aver esposto la bandiera rossa fermando la gara: ciò non avvenne. Dopo l'incidente, la MotoGP non è più tornata a correre sul circuito giapponese. A parte la dinamica dell'incidente, alcune questioni sembrano analoghe: bandiera rossa si o no :?: rianimazione in pista o dietro il muretto :?: il circuito è pericoloso :?:

 

Tutte le testate giornalistiche, i media, il web ricordano che quello fu l'ultimo incidente mortale. E' vero solo se consideriamo i campionati mondiali dei professionisti della massima serie. Ma, purtroppo, se si analizzano gli svariati campionati locali, monomarche, piccoli eventi e giri liberi amatoriali che si svolgono quasi tutti i giorni sulle decine di tracciati di tutto il mondo il triste conteggio è ben più pesante :!: Ricordo che, solo pochi mesi fa, morirono due piloti amatoriali sul circuito di Imola a poche settimane uno dall'altro. E' comprensibile che si parli della tragedia solo quando essa travolge un pilota professionista durante una gara del mondiale in diretta TV; è altrettanto utile perchè così si continuerà a lavorare per garantire una sempre maggiore efficacia delle misure e procedure di sicurezza dei tracciati, delle tute, dei caschi, ecc. ecc.

La nostra passione è rivolta ad uno sport che implica questo grado di rischio, come per tanti altri sport pericolosi/estremi. E stiamo parlando di pista, cioè del luogo più sicuro dove sfogare la nostra passione :!:

 

Spero, ma ne dubito fortemente, che le stesse misure e procedure di sicurezza vengano adottate in ogni occasione nella quale dei piloti/motociclisti girino in pista ... anche perchè Giovedì giro proprio a Misano ](*,)

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