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Kevin21

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About Kevin21

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  • Birthday 05/15/1972

Profile Information

  • Name
    Roberto
  • Surname
    Sgarbi
  • Moto
    Tracer 900 GT
  • Località
    Ferrara
  • Occupazione
    Impiegato ENI
  • Altre moto nel presente
    Bravo Piaggio Erre2 '81
  • Altre moto nel passato
    Ciao PX
    Vespa P200E
    Vari scooter
    Xmax 400
    Tracer 700

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  1. Kevin21

    Salvo68 MT-03

    Ciao Salvo e benvenuto tra gli #italiandarksiders
  2. Kevin21

    MI presento

    Ciao Giuseppe e benvenuto tra gli #italiandarksiders
  3. Ciao Massimo e benvenuto tra gli #italiandarksiders
  4. Kevin21

    ciao sono alex

    Ciao Alex e benvenuto tra gli #italiandarksiders Urgono foto delle modifiche adesso. Se ti va puoi aprire una discussione QUI
  5. Non erano previste come optional, a memoria mi pare di ricordare che ci son già gli attacchi lato sella dove infilare le borse rigide (sempre i fori siano alla giusta larghezza). Se scendo poi in garage ti do l'interasse Serve poi anche l'aggancio inferiore Sono le stesse della 700 da 20lt, se non hai fretta quando vado in garage ti prendo due misure Le volevo prendere pure io (su ebay a 50€ circa), poi ho valutato di lasciar stare, non per la spesa, ma per il fatto che le borse vanno a ridurre il volume di carico Ho optato per dei comodissimi ed economici sacchetti del pattume!!! E sono impermeabili al 100%
  6. Personalmente preferisco in tutte le condizioni il centrale al laterale (che non mi da assolutamente fiducia) Se ricordi l'avevo fatto montare anche sulla 700 A moto carica il centrale è molto più stabile e solido del laterale, inoltre avendo due punti di appoggio in caso di sosta su terreno "molle" evita di farti trovare la moto coricata sul lato sx A borse montate poi ti evita il "ribaltamento" del contenuto della borsa laterale sx quando la apri In più limita l'ingombro quando la parcheggi
  7. La fun-bike di ingresso nella famiglia delle grandi di Iwata si presenta con uno stile più attuale e la forcella a steli rovesciati che migliora la guidabilità e la facilità di guida. Ecco la video prova in anteprima La “vecchia” MT-03 dobbiamo dimenticarcela, quella dal 2006 al 2014 spinta dal monocilindrico da 660 cc da 48 CV, anche se per filosofia e potenza la 2^ generazione (nata nel 2016 su base R3) la ricorda molto. Quest’anno, la gamma "Master of Torque" si rinnova ancora nel segmento dedicato ai motociclisti con patente A2 con la nuova MT-03, la “3.0”. Insieme alla sorellina minore MT-125, questa naked del “ The Dark Side of Japan” è stata aggiornata in particolar modo nell’estetica ma anche in alcune parti meccaniche per migliorarne la dinamica di guida. Siete curiosi sapere come si comporta per strada? Guardate il video in copertina e leggete qui sotto le nostre prime impressioni nel corso della prova in anteprima della MT-03 2020 sulle strade nei pressi di Malaga. Com’è Mai come prima, la MT-03 si avvicina alla MT-09, la più grande della famiglia delle naked di Iwata: il look è tutto nuovo, a partire dal gruppo ottico anteriore, completamente a LED, e con due piccole luci diurne esattamente sopra il faro centrale. La mascherina in nero opaco, che guarda verso il basso, la rende ancora più aggressiva e, in più, c’è anche il nuovo serbatoio con linee più muscolose e avvolgenti. Come in passato, il codino deriva da quello sella carenata, quindi è molto affilato e spigoloso, con la sella del passeggero indipendente. Il telaio in tubi d’acciai non cambia rispetto al model year precedente, ma all’anteriore c’è la forcella a steli rovesciati da 37 mm che, oltre a migliorare il look, rende più rigido l’avantreno. Apparentemente il motore è lo stesso bicilindrico da 321 cc da 42 CV a 10.750 giri/min che conosciamo: dentro i carter, però, i tecnici hanno rivisto numerose componenti come le bielle al carburo, i pistoni forgiati in alluminio e i cilindri in DiASil montati in offset. Sotto il naso del guidatore si trova un nuovo cruscotto, completamente digitale: sono presenti tutte le informazioni necessarie, a partire dal contagiri, la marcia inserita, la velocità, fino ad arrivare all’orologio e ai consumi. Come va La MT-03 2020 non è una moto completamente nuova (come lo è la MT-125): Yamaha ha voluto migliorare un prodotto già competitivo per renderlo ancora più appetibile, soprattutto dal punto di vista estetico. L’impostazione di guida è molto simile a quella della generazione passata, ma ora tra le gambe si ha un serbatoio leggermente più largo e avvolgente, che permette di stringere bene la moto tra le gambe. Inoltre, grazie a questo dettaglio sembra di avere sotto al sedere una moto più grande e più matura. Rispetto alla sorellina minore, si è più seduti sul posteriore, come su una normale naked, e il manubrio bello stretto (insieme al buon raggio di sterzata) permette di muoversi nel traffico senza problemi. Come vi abbiamo anticipato, la novità più importante a livello dinamico è la nuova forcella a steli rovesciati da 37 mm. Sulla carta rende la ciclistica più rigida e più precisa: purtroppo, a causa delle condizioni meteo non siamo riusciti a metterla alla frusta ma, anche con asfalto bagnato, è emersa una grande qualità della MT-03: la facilità di guida. Fin dai primi metri, trasmette tanta confidenza (ancora più di prima) e si sente di avere sempre il comando della moto. Questa scelta della Casa di Iwata rende la fun-bike più accessibile, anche grazie alla seduta non troppo alta: 780 mm da terra. La nuda di Iwata è molto pratica da usare in città: il motore bicilindrico in linea da 321 cc conferma la linearità di erogazione e un allungo degno di una sportiva. Non strappa mai, anche a bassi regimi: l’unica nota negativa è un leggero effetto on/off sugli attacchi del gas, che obbligano a essere più delicati sulla manopola destra ad andature lente. Quando ci si sposta nell’extraurbano, sopra i 110 km/h l’aria colpisce dal petto in su: fortunatamente Yamaha offre nella linea accessori anche un plexiglass che potrebbe aiutare a deviare un po’ i flussi ma, in ogni caso, quando si raggiunge una bella strada mista si riesce a spingere forte e a godersi al massimo la moto tra le curve. Conclusioni Come la generazione passata, anche questa MT-03 si è confermata una moto molto facile, ottima per chi è alle prime armi ma in grado di soddisfare anche chi ha un po’ più di esperienza ed è alla ricerca di un mezzo comodo, divertente da usare la domenica e che mostri carattere dal primo sguardo. La nuova MT-03 sarà in vendita a partire dal 2020, ad un prezzo di 5.499 euro. Tre le colorazioni disponibili (Ice Fluo, Icon Blue e Midnight Black) e una ricca gamma accessori per personalizzarla, a seconda che le si voglia dare un look più “utility” o “sporty”. Fonte MOTO.IT
  8. Lo devi soffiare con cura, mica mettendo la pistola dell'aria a un centimetro ? L'originale di solito va sostituito. Uno di concorrrenza lo trovi sui 15€ Quelli da lavare / asciugare /oliare sono quelli "sportivi" (più permeabili all'aria) e costano 4 volte tanto. A cui aggiungere poi la spesa per il kit di pulizia/olio
  9. Lo soffi col compressore Ma visto che un filtro costa pochi euro e per accedervi devi smontare mezza moto io lo cambierei direttamente
  10. La Yamaha MT-125 cambia nel look e nella sostanza: la posizione di guida è degna di una fun-bike e il motore con la fasatura variabile la rende ancora più comoda da usare, sia in città che nell'extraurbano. Ecco le nostre prime impressioni in video Negli ultimi anni, la classe delle ottave di litro è stata letteralmente conquistata dalle naked: moto derivate dalle sorelle carenate (per sportività e grinta), ma che riescono ad offrire maggior comfort quando ci si sposta in città, si va a scuola o si vuole macinare un po’ di chilometri in compagnia. Nel 2014, a fianco della 2^ generazione di YZF-R125, è nata la prima MT-125, la più giovane della “Master of Torque” nonché il primo passo verso la “The Dark Side of Japan”. Lo scorso anno è stata presentata la nuova R125 (qui la nostra prova), rivista da cima a fondo per offrire un prodotto più accattivante nell’estetica e più entusiasmante nelle prestazioni, grazie alla fasatura variabile VVA. Su questa piattaforma dalle carte vincenti, arriva la MT-125 2020: ciclistica e motore condivisa con la sportiva e look derivato dalla più grande della famiglia, la MT-09. Dopo averla ammirata al Salone di Milano 2019, siamo andati a Malaga (Spagna) per toccarla con mano e vedere come si comporta in strada la più giovane delle nude di Iwata. Com’è Come vi abbiamo accennato, l’estetica della MT-125 è stata completamente aggiornata per essere ancora più simile alla sorella maggiore e, ora, un occhio poco attento potrebbe anche confondersi! All’anteriore la mascherina dal design tagliente ingloba le due piccole luci di posizione e poco sotto si trova il faro a LED. La zona del serbatoio (con una capacità di 10 litri, inferiore rispetto a quella della carenata) e dei fianchetti ingloba l’anteriore e la nuova sella in un solo pezzo (altezza da terra di 810 mm) funge da codino e offre una nuova posizione di guida. Tra le novità tecnologiche c’è un nuovo display LCD in negativo per tutte le informazioni: tachimetro centrale digitale, contagiri a barre, contachilometri per la riserva, orologio, dati istantanei su consumo medio di carburante e velocità media. Grandi aggiornamenti anche per quanto riguarda la ciclistica e il motore. Il monocilindrico da 125 cc raffreddato liquido eroga sempre 15 CV (per legge) ma, per dare quel “quid” in più, i tecnici giapponesi hanno maggiorato il diametro delle quattro valvole e hanno studiato la tecnologia di fasatura variabile VVA (presente anche sull’ultima R125). Il sistema sfrutta due camme di aspirazione, azionate da un pin elettro-attuato, che lavorano rispettivamente sotto i 7.400 giri/min per offrire più coppia e oltre per un maggior allungo. A contorno del propulsore, il corpo farfallato è da 30 mm e il volume dell’airbox è quasi raddoppiato. Il telaio deltabox in acciaio e il forcellone in alluminio hanno una diversa rigidità e la distribuzione dei pesi è stata rivista. Chiudono il pacchetto la forcella a steli rovesciati da 41 mm, l’impianto frenante anteriore radiale con disco da 292 mm e la ruota posteriore da 140 mm (contro i 130 mm del modello precedente). Il risultato finale è un interasse ridotto a 1.325 mm e un peso di 140 kg con il pieno di liquidi e benzina. Come va La MT-125 2020 è cambiata tanto e questo cambiamento lo si percepisce dal primo momento che si monta in sella. L’impostazione di guida è completamente nuova: la sella “in un solo pezzo” offre più abitabilità, il manubrio è stato arretrato verso il pilota e le pedane avanzate. Ora ci si sente ancora più su una fun-bike, come quelle vere, quelle grandi con il manubrio “in bocca”. Questa posizione trasmette più grinta, ma è ancora più comfort: infatti, la schiena rimane bella dritta e non ci si sente affaticati anche dopo ore di guida (nonostante la sella abbia un’imbottitura sostenuta). Sotto il naso, o meglio… sotto al mento, c’è il display LCD con sfondo nero e scritte bianche: ogni informazione è al suo posto, la velocità e la marcia inserita in grande, l’orologio di lato e il contagiri che prendere gran parte dello schermo. Quando lo si guarda, si legge molto bene: l’unica nota è che è veramente moto sotto al guidatore e per buttarci un occhio bisogna abbassare lo sguardo. La entry-level della famiglia MT non è cambiata solo fuori: il cuore pulsante è il nuovo monocilindrico da 125 cc con fasatura variabile VVA, già provata sulla sorella R125 (con cui condivide gran parte delle componenti tecniche). Un’idea molto furba di Yamaha: rende il motore più brioso e pronto ai bassi regimi (sotto i 7.400 giri/min) e lo fa urlare in alto quando ci si vuole divertire. La MT-125 offre una buona spinta già dai 4.000 giri/min e, nell’utilizzo cittadino, si riescono così ad usare anche marce più lunghe, rendendo meno stressante la guida e facendo risparmiare anche un po’ di carburante. A tal proposito: i consumi rilevati dalla moto erano di circa 2,3 litri/100 km, vale a dire oltre 40 km/litro. Un risultato niente male! Quando si incontra una strada tutto curve, invece, la piccola fun-bike non si fa trovare impreparata: sul cruscotto si accende la spia “VVA” e, anche se non si sente direttamente il cambio di fasatura, il mono allunga fino al limitatore. Vicino alla zona rossa viene trasmette qualche vibrazione nella zona delle pedane, ma questa caratteristica non è fastidiosa, anzi, rende la guida ancora più coinvolgente. Anche le sospensioni derivano dalla carenata: dico “derivano” perché fisicamente sono le stesse, ma i tecnici hanno rivisto la taratura per compensare la variazione di distribuzione dei pesi dovuta all’impostazione di guida. Il risultato è un assetto più indirizzato alla guida sportiva, che riesce a soddisfare quando ci si trova di fronte una strada da guidare. Chi guida sente tutto quello che passa sotto le ruote: dettaglio meno vantaggioso in un utilizzo cittadino, quando si passa su dossi, buche o pavé. L’assetto non riesce ad assorbire tutte le asperità, come farebbe una moto da turismo, ma non vengono percepite come un fastidio, merito dell’impostazione di guida con la schiena dritta. Conclusioni La Yamaha MT-125 si è dimostrata un’ottava di litro veramente completa e, fin dal primo sguardo (e dal primo chilometro), trasmette le grandi attenzioni della Casa di Iwata nel voler dar vita a un prodotto di qualità, degno di essere la prima moto. Le colorazioni disponibili sono 3: Ice Fluo, Icon Blue e Midnight Black. La più giovane delle fun-bike arriverà nelle concessionarie nelle prime settimane di dicembre 2019, ad un prezzo di 4.799 euro (aggiornato dopo EICMA 2019). Inoltre, come per le sorelle maggiori, Yamaha offre una linea accessori completa, che comprende lo scarico Akrapovic, protezioni motore e serbatoio e tanti altri dettagli per rendere la MT-125 2020 ancora più personale e “Dark”. Fonte MOTO.IT
  11. La casa di Hamamatsu ha rinnovato le due piccole Hyper Naked della sua gamma donando loro più aggressività e carattere Yamaha ha presentato le nuove MT-03 e MT-125, le piccole della gloriosa serie MT e che ora godono di un design più aggressivo: così le due piccole della casa dei tre diapason si aggiornano presentando un nuovo design più intimidatorio, portando lo stile denominato Hyper Naked della “sorellona” MT anche nelle motociclette destinate ai centauri meno esperti. Rinnovate per affrontare la nuova era euro 5, le due MT-03 e MT-125 si dotano dei rispettivi Sport Packs, una serie di migliorie per rendere le moto non solo esteticamente più grintose ma anche più potenti, pratiche e sicure. La MT-125, che già avevamo visto ad EICMA, è alimentata da un nuovo potente motore da 125cc, incastonato all’interno di un nuovo telaio Deltabox ed è dotata di forcelle rovesciate da 41 mm. La MT-03, invece, si rinnova con una nuova forcella a steli rovesciati e un design più al passo con i tempi. Le due nuovo moto sono caratterizzate da un look particolarmente aggressivo, design che può venir enfatizzato grazie ai nuovi Sport Packs che, oltre a permettere ad ogni cliente di personalizzarsi la moto a piacimento, regalano alle moto uno stile ancor più radicale. Lo Sport Pack MT-125 è composto da un nuovo cupolino in plastica scura, un portatarga specifico dal design sportivo, protezioni motore, protezione serbatoio e indicatori di direzione a LED, accessori che, design a parte, rendono la moto più sfruttabile contribuendo allo stesso tempo a proteggerla dall’usura quotidiana. Lo stesso si può dire del pacchetto che è disponibile anche per MT-03: questo include un cupolino sportivo, un portatarga specifico, una protezione per il radiatore e una per il serbatoio (utili per evitare danni da detriti o orti accidentali) e luci a LED per gli indicatori di direzione che migliorano l’aspetto dinamico di questa piccola Hyper Naked FONTE FORMULAPASSION
  12. Mi spiace ma il menu è concordato anticipatamente, il titolare riesce a farci questo prezzo essendo un menu uguale per tutti. Se si dovessereo fare 35 menu diversi perchè non si gradiscono i piatti ci sarebbe da diventare pazzi DIscorso diverso sono le intolleranze alimentari Nulla vieta di chiedere al titolare Gianpietro una volta arrivati al locale di variare , magari acconsente
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